Il cuore pulsante della storia ferroviaria

L'Associazione Rotabili Storici Milano Smistamento ETS è il crocevia di passione e maestria. La nostra squadra operativa, composta da esperti ferrovieri in pensione e appassionati dediti, rappresenta il vero 'cuore' delle nostre attività. Ogni rotabile restaurato racconta una storia, mantenendo viva la memoria del trasporto ferroviario italiano. Scopri i nostri progetti e come puoi unirti a noi per dare nuova vita a questi giganti d'acciaio.

Riscoprire il passato: il restauro della E.626

Ogni rotabile che passa tra le mani della nostra squadra operativa ha una storia da raccontare. Prendiamo, ad esempio, il nostro progetto di restauro più recente: la locomotiva elettrica E.626. Questo gigante d'acciaio, simbolo di un'epoca gloriosa delle ferrovie italiane, è stato riportato al suo antico splendore. Le sfide non sono mancate, dalla reperibilità dei ricambi originali alla meticolosa ricostruzione delle parti usurate, ma la nostra dedizione ha prevalso, restituendo alla storia un pezzo fondamentale del patrimonio ferroviario.

Viaggi nel tempo: l'eleganza della carrozza Corbellini 

Il restauro non si limita ai motori. I nostri vagoni passeggeri, come l'iconico 'Corbellini', offrono un'immersione nell'eleganza dei viaggi di un tempo. Le sfide qui sono state diverse: conservare i materiali originali, e assicurare che ogni dettaglio rispecchiasse l'atmosfera dell'epoca. Questo progetto sottolinea l'importanza storica e culturale non solo della meccanica, ma anche dell'esperienza di viaggio che questi mezzi offrivano.

La memoria del lavoro: il recupero del carro merci speciale

Oltre alle locomotive e ai vagoni passeggeri, dedichiamo la nostra attenzione anche a rotabili meno appariscenti ma altrettanto cruciali per la storia ferroviaria, come i carri merci speciali. Il loro restauro, spesso più gravoso per via dell'esposizione agli agenti atmosferici e dell'usura dovuta al duro lavoro, è una testimonianza della tenacia della nostra squadra. Ogni bullone serrato e ogni lamiera ripristinata contribuiscono a preservare la memoria di come le ferrovie abbiano sostenuto l'economia e la società del nostro paese.

Carro FMA a “monta alta”

Questo carro, costruito nel 1952, nasce dal riutilizzo del telaio e di parte della cassa di un più antico F tipo 1925, nell’ambito di un ampio programma di ammodernamento del dopoguerra.
L’intervento permise di aumentare capacità e funzionalità senza ricorrere a nuove costruzioni, trasformando 1200 carri in Fma e modificandone molti altri.
Il loro impiego proseguì fino alla metà degli anni ’80, quando arrivarono carri più moderni e specializzati.
Questa unità, dopo anni di accantonamento come magazzino nello scalo milanese, è stata preservata e restaurata nel 2005.
Deriva dalla vasta serie F tipo 1925, costruita in 11.545 esemplari tra il 1925 e il 1936, riconoscibile per la cassa in legno a doghe verticali.
Oggi rappresenta un importante esempio del lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio ferroviario storico.

DM 99 712

I bagagliai merci gruppo Dm, costruiti in 800 esemplari tra il 1928 e il 1932, furono impiegati fino ai primi anni ’90 per il trasporto di piccoli colli nei treni merci.
Indispensabili soprattutto con trazione a vapore, ospitavano il capotreno e rappresentavano un elemento fondamentale dell’esercizio ferroviario dell’epoca.

Tra i pochi esemplari superstiti vi è il Dm 99712, rinvenuto a Luino dove era utilizzato come carro soccorso.
Nel 2004 è stato recuperato e trasferito allo scalo milanese, avviando un importante intervento di salvaguardia.

Nel 2005 la Squadra Pittori di Milano Smistamento, ha eseguito il restauro esteriore, restituendo dignità storica e valore al veicolo.
Il lavoro svolto rappresenta un passo concreto nel percorso di recupero, in attesa della revisione tecnica degli assi per consentirne il futuro ritorno in circolazione.

Furgone postale 1968

I furgoni postali UIz tipo 1968, costruiti in 30 unità tra il 1969 e il 1971, erano veicoli da 160 km/h, derivati dalle carrozze UIC X, lunghi 26,4 metri e pesanti 38,8 tonnellate.
Impiegati nei principali treni a lunga percorrenza, funzionavano come veri uffici postali viaggianti per la raccolta e lo smistamento della posta.

Con la fine del servizio postale su ferro da parte di Poste Italiane, furono progressivamente demoliti dai primi anni 2000.
Della serie 1968 si è salvato un solo esemplare, recuperato nel 2006 a S. Stefano Magra.

Trasferito a Milano Farini nel 2007 e assegnato al parco storico, è stato sottoposto a revisione meccanica e riparazione della cassa dalla Squadra Rialzo.
Successivamente, grazie all’impegno dei volontari, è stato restaurato nella livrea grigio ardesia, tornando a rappresentare un tipico convoglio rapido degli anni ’70.

LDn 24 333

I rimorchi bagagliaio LDn 24, costruiti in 35 unità tra il 1958 e il 1960, erano mezzi leggeri (8 tonnellate) destinati al trasporto di collettame e posta, accoppiabili a diverse automotrici come ALn 556, 772 e 668.
Grazie alla loro versatilità sostituirono anche gli ultimi treni a vapore sulle linee secondarie; il servizio cessò a fine anni ’80.

Oggi sopravvive solo l’unità 333 (OM 1960), recuperata nei primi anni ’90 e impiegata dal 1994 sulla linea turistica Palazzolo-Sarnico per il trasporto biciclette.
Accantonata a Cremona, è stata sottoposta a revisione meccanica nel giugno 2007.

Trasferita a Milano Smistamento, è stata oggetto di un accurato restauro della carrozzeria da parte dei volontari, concluso nel dicembre 2007.
Dal 2008 è tornata idonea al servizio con il parco storico e, dopo l’evento Porte Aperte 2014, si trova oggi in Sicilia per un ulteriore intervento di ristrutturazione e rinnovo della livrea.

Carrozza TEE Az 5083 18 98 029-1

Tra il 1973 e il 1977 furono costruite 120 carrozze di sola prima classe AZ 5083, lunghe 26,4 m, con 48 posti in 8 scompartimenti e peso di 68 t, capaci di 200 km/h.
Ordinate nel 1970 a Fiat Ferroviaria per i treni veloci, erano dotate di carrelli con freni a disco, porte scorrevoli, aria condizionata e telechiusura automatica.
Dal 1985 ricevettero ammortizzatori antiserpeggio e una nuova livrea “Bandiera” grigio/avorio con filetti rossi.
Negli anni 2000 subirono aggiornamenti leggeri (IC Plus) e successivamente ristrutturazioni interne con saloni aperti nell’ambito del “Progetto 901”.
Nel 2014 erano ancora in servizio con Trenitalia nella livrea XMPR, ma non trasformate all’interno.
La Fondazione FS ne ha recuperata e revisionata almeno una, rifacendo esterni con colori TEE.
La carrozza restaurata ha esordito ufficialmente il 20 dicembre 2015 sui treni dei Mercatini di Natale da Milano a Bressanone.

Automotrici ALn 1401 e 1452

Le ALn 668 serie 1400 furono costruite in 80 esemplari dalla FIAT a metà anni ’50 e entrarono in servizio tra il 1958 e il 1959, precedute da 3 prototipi (1401-1403).
Le unità di prima serie (1404–1470) avevano mantici esterni, quelle di seconda serie (1471–1480) mantici interni e cassa simile alle serie 1500.
Ogni automotrice montava due motori FIAT 203S da 110 kW con frizione monodisco e cambio meccanico a 5 marce.
Le livree variarono: castano/isabella, azzurro/bianco («Micetta»), verde lichene/giallo coloniale e una livrea unificata dal 1963.
Due macchine restaurate dall’ARSMS mantengono la livrea «anni ’60» verde lichene/giallo coloniale.
La 1408, demotorizzata, è accoppiata alla 3173 nel treno diagnostico Galileo.
La 1430 ricevette nel 1999 motori sperimentali e livrea verde chiaro per test su ferrovie private.
Alcune unità (1442, 1444, 1472) furono vendute alla Ferrovia Alifana MCNE nel 2004.
Dieci unità furono vendute alle FSE, ricostruite con nuove cabine e interni, e operano ancora sulle linee pugliesi.
Le restanti automotrici sono state demolite o attendono demolizione in vari scali italiani.

E.656.001

La E.656.001 fu costruita da Sofer per la parte meccanica e da Italtrafo per la parte elettrica e fu consegnata alle FS nel 1976. Nel corso della sua ultratrentennale carriera in servizio regolare è stata assegnata a diversi depositi della rete tra i quali Venezia Mestre, Milano Centrale, Messina e da ultimo Roma S. Lorenzo.
Nel maggio 2012 il Caimano, dopo aver vestito la livrea «XMPR» come altre unità dello stesso gruppo, è stato riportato nei colori d’origine a cura della squadra operativa di ARSMS ed assegnata al Deposito Locomotive di Milano Centrale.
L’ARSMS ha provveduto, in accordo con le Ferrovie dello Stato, a ripristinare il grigio perla e il blu orientale sulla cassa della E.656.001 che, ritirata dal servizio nel 2011, è entrata a far parte del parco rotabili storici.
La locomotiva, normalmente ricoverata al coperto presso i capannoni della ex OMV Squadra Rialzo di Milano Centrale, è costantemente impiegata sui binari di tutta Italia alla testa di treni speciali anche a media e lunga percorrenza ed è molto utilizzata anche per i trasferimenti di vetture fra un impianto e l’altro.
E’ dotata dei sistemi di sicurezza SCMT/SSB.

Locomotive E.645.100

Le locomotive E.645.101 ed E.645.104 furono costruite nel 1958/59 come E.646.001 e E.646.004, con velocità massima di 140 km/h.
Tra il 1978 e il 1980 furono trasformate in E.645, riducendo la velocità a 120 km/h per il servizio merci.
Nel 2001/2002 entrambe furono riverniciate nei colori originali da E.646: verde magnolia con ali grigio nebbia sulle cabine.
La E.645.101 presentava il fregio frontale FS sperimentale.
Le riverniciature furono sponsorizzate da una nota casa fermodellistica che ne riprodusse i modelli.
La E.645.104 mantenne i colori anche dopo una Riparazione Ciclica nel 2004 presso le OGR di Verona.
Oggi la E.645.104 fa parte del parco storico operativo della Fondazione FS, garantendole il futuro.
La E.645.101, invece, è stata accantonata a Milano Smistamento e cannibalizzata per ricambi.
La demolizione della E.645.101 era prevista per il 2010, ma non è stata effettuata a causa della sua condizione inamovibile.

E.645 di seconda serie

Le locomotive di questo Gruppo che sono state oggetto di riverniciatura fra il 2000 e il 2002 sono le seguenti: 033, 034, 037, 040, 063, 082, (084), 090Di queste, la 033, la 034, la 037 e la 063 sono state riportate nello schema castano/isabella, nello stato in cui si trovavano negli anni ’80/primi ‘90, mentre la 082 e la 090 hanno ricevuto anche delle fasce argento (dipinte o adesive) a simulare le modanature in alluminio che queste locomotive hanno avuto quando sono uscite di fabbrica fino alla fine degli anni ’70.Un discorso a parte merita la E.645.040 che ha ricevuto lo schema blu/celeste, avuto solo dalle E.645.035 e 037, adibite negli anni ’60 alla trazione del “Treno Azzurro” fra Milano e Napoli. Anche se obiettivamente è stato un “falso storico”, questa locomotiva ha partecipato a diverse esposizioni di materiale ferroviario in giro per l’Italia, ed è stata anche utilizzata una volta per trainare il treno turistico di lusso “Venice-Simplon-Orient-Express” dal Brennero a Venezia. Purtroppo è rimasta distrutta da un incendio nella stazione di Prato ed è stata demolita. La E.645.090 nel 2013 è stata oggetto di un rifacimento totale della livrea, con eliminazione delle finte modanature, che verranno invece applicate sulla 084 (locomotiva che in passato non è mai stata riverniciata ma fa parte del parco della Fondazione FS), che attende il suo turno a Milano Smistamento. Sopravvivono pertanto nel parco operativo della Fondazione FS le unità 084 e 090, mentre la 063 è stata acquisita dal Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio. Le altre unità, dopo essere state pellicolate in livrea XMPR, nel 2012/2013 sono state demolite.

E.645 prima serie

Le locomotive di questo Gruppo che sono state oggetto di riverniciatura sono le seguenti:E.645.021, E.645.023 e E.645.025.Di queste unità, le E.645.015, E.645.023 e E.645.025 sono state riportate nel classico schema castano/isabella, mentre la 645.021 ha ricevuto la colorazione in verde magnolia con grandi ali in grigio nebbia, a ricordo di quando uscì di fabbrica classificata come E.646.013.Sono tuttora esistenti nel parco di Fondazione FS, le E.645.022 (già 021, ora rimessata in Officina Media a Milano Smistamento) e la E.645.023, atta al servizio presso il Deposito Rotabili Storici di La Spezia Migliarina.

Anni di costruzione : 1959-1960
Rodiggio : Bo-Bo-Bo
Potenza oraria : 12×360 kW
Potenza continua : 3780 kW
Velocità massima : 120 km/h
Lunghezza : 18250 mm
Passo totale : 13250 mm
Diametro ruote : 1250 mm
Massa in servizio : 112 t

E.636.147

La locomotiva E.636.147, costruita dalla Breda nel 1955, ha prestato servizio in tutta Italia, terminando a Messina nel 2002 con nuovi pantografi tipo 52/92.
Nel 2005 fu destinata alla demolizione a Milano Smistamento, ma venne salvata e parcheggiata come monumento presso il deposito.
Nel marzo 2006, per la manifestazione «Porte Aperte», volontari la pulirono e ripristinarono la livrea originale, recuperando anche le griglie parasassi sui vetri frontali.
Il buon stato di conservazione attirò l’interesse di un museo tedesco.
Ottenuto il nulla osta, il 19 aprile 2008 la locomotiva fu trasferita al Bahnpark di Augsburg in Baviera, trainata da un locomotore Rail Traction Company.
Il trasferimento fu organizzato da Lokomotion, con composizione a treno comprendente la E189.901 RT e un carro KLV in coda.
Il Bahnpark di Augsburg raccoglie rotabili da tutta Europa e la E.636.147 rappresenta l’Italia nella collezione.
La sua presenza nel museo è motivo di orgoglio per l’ARSMS.

FS 214

Gli automotori FS 214 sono locomotive da manovra a scartamento normale entrate in servizio a partire dal 1964.
La prima serie 214.7000 fu costruita in 20 esemplari tra il 1964 e 1965, la seconda serie 214.1000 in 156 esemplari tra il 1970 e 1979.
La trasmissione utilizza un convertitore idraulico Voith L33U con tre marce (11, 21 e 35 km/h) e un riduttore-invertitore Breda, con moto trasmesso alle ruote tramite catene duplex.
In manovra la velocità era limitata a 20 km/h tramite selettore di trasmissione.
La struttura fu progettata considerando insonorizzazione e sicurezza, con corrimani in cabina.
Un esemplare restaurato dall’ARSMS arrivò da Paola nel marzo 2021 e fu completamente ricostruito, pulito e ridipinto.
Il motore sarà revisionato presso l’IMC di Milano Martesana.
L’automotore sarà utilizzato da Fondazione FS Italiane presso la Squadra Rialzo di Milano Centrale per manovre e lavori operativi.